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Giovane ragazzo parla all'altro attraverso il megafono 05 Nov 2021

05 Nov

BY: Anna

Novità

Come migliorare la comunicazione con…l’altro

Parole, quante parole, un universo di parole. Ogni giorno ogni ora, ogni minuto diciamo e sentiamo parole. Accendo la televisione e sento parole, alzo il volume dello stereo e escono parole, anche nel silenzio, mentre penso, percepisco il ronzio interno delle parole. Parole sui muri, nei giornali, parole nei cartelli pubblicitari, nei libri parole… parole ovunque parole…
Possiamo migliorare la comunicazione con l’altro ricordandosi che ‘Le parole sono pallottole’ e per questo dovrebbero essere dosate e utilizzate strategicamente.
Attraverso la comunicazione verbale infatti posso fare in modo di modificare il punto di vista di un altro individuo e condurlo anche ad accettare cose che mai sarebbe stato disposto ad accogliere.

Ma quali sono le caratteristiche di una comunicazione convincente?
Come posso accompagnare il mio interlocutore ad assumere il mio stesso punto di vista, come posso influenzarlo?
Cercare di convincere una persona sulla irragionevolezza delle sue argomentazioni è sicuramente il modo per portarla a difendere ad oltranza e ad irrigidirsi nella sua posizione.
È quello che spesso succede con il nostro partner o con i nostri figli nel momento in cui pretendiamo prepotentemente da loro un cambiamento nelle idee o nelle azioni attraverso un’insistente presa di posizione, causa d’altra parte di una resistenza al cambiamento stesso.

Succede di rado che attraverso la formula verbale del ‘tu hai torto ed io ho ragione’ si riesca a convincere; difficilmente, infatti si è disposti ad accettare ed ammettere di aver sbagliato, al contrario ci sarà più naturale riconoscere di avere fatto o pensato bene ma di poter fare o pensare ancora meglio.
L’arte della persuasione sta nel saper “aggiungere”, non nel togliere, per dirottare la prospettiva della persona nella direzione voluta.

Giorgio Nardone nel suo libro “correggimi se sbaglio” individua quattro ingredienti principali di un dialogo strategico, ossia, di un dialogo capace di trasformare ‘i disaccordi in accordi, i possibili conflitti in alleanze’ uno dei questi è l’evocare sensazioni. Un messaggio per avere un effetto, oserei dire magico, dovrebbe riuscire a provocare delle emozioni in chi lo riceve.
Come diceva Tommaso d’Aquino infatti ‘non c’è cosa nell’intelletto che prima non passi per i sensi’ e se un messaggio è in grado di suscitare un brivido sulla pelle sicuramente sarà molto più efficace di una fredda spiegazione e avrà maggiore probabilità di colpire nel segno.

Una delle cose che mi sento dire più spesso dai miei pazienti è che vorrebbero migliorare la loro comunicazione con il marito, i figli, la fidanzata, con gli amici, con qualcuno di significativo. Quasi tutti vorrebbero comunicare meglio ma non molti sanno come comunicare davvero in modo favorevole.

10 suggerimenti per diventare un comunicatore efficace:

  1. Innanzitutto è necessario provare a capire l’altra persona, prima di sperare che sia lei a comprendere noi.
    Per capire ciò che l’altro sta dicendo, ipotizza che abbia ragione e sposta il punto di vista sulla sua prospettiva, chiedendo di aiutarti a vedere ciò e come lo vede lei. Impegnati ad ascoltare realmente l’altro quando si rivolge a te. Evita di pensare a come rispondere, e sfrutta tutta la tua attenzione dedicandola a ciò che ti sta dicendo.
  2. L’Importanza di Saper Ascoltare
    Socialmente parlando il fenomeno del “non ascolto” è un problema: il rapporto tra genitori e figli, e viceversa, medico/paziente, coppia… noi non regaliamo realmente il nostro tempo agli altri: mentre parlano siamo sempre alla ricerca di conferme sulle nostre idee e ipotesi. Nella situazione ideale dovresti ascoltare 4 minuti su 5, e replicare o rispondere solo per il restante minuto.
  3. Mai interrompere chi sta parlando per esporre la propria idea. Evita di interrompere il tuo interlocutore e lascialo concludere, solo dopo che ha finito di parlare, è arrivato il tuo turno per rispondere. Ma prima di aprire bocca regalagli ancora del tempo, una manciata di secondi in silenzio per dargli la possibilità di poter aggiungere, correggere o migliorare ciò che ha prima detto, concedigli spazio e calma per concludere senza incalzare.
  4. Usa l’ascolto attivo. Per ascolto attivo si intende non semplicemente udire quello che l’altro sta dicendo e partecipare attivamente e propositivamente al dialogo, bensì l’ascoltatore attivo è colui che innanzitutto si focalizza anche sulle emozioni presenti dietro alle parole dell’altro.
  5. Per cogliere le emozioni dell’altro, poniti prima in dialogo con le tue. Cosa provi interiormente mentre l’altro ti parla, quando discutete? Cosa invece percepisci che l’altro senta quando tocca a lui ascoltare te? Allenati e prova con interesse a riconoscere sempre di più queste emozioni, gli stati d’animo, prova a fermarti, e con calma dai un nome alle emozioni che provi durante il giorno. Questo ti permetterà di riconoscerle con semplicità e immediatezza anche negli altri. Ascolta te stesso per ascoltare meglio gli altri.
  6. Domanda al posto che proporre.
    Invece che esporre la tua idea e quindi affermare te stesso, chiedi un’opinione, cerca conferma: inizia col domandare piuttosto che col proporre…cosa ne pensi? Il desiderio e lo scopo della conversazione, del dialogo è congiunzione non opposizione.
  7. Chiedi e verifica piuttosto che sentenziare: soffermati anche sul punto di vista altrui, chiedi conferma sulle risposte appena ricevute in seguito alle domande proposte; non si tratta semplicemente di verificare ciò che si è ascoltato, bensì di ancorare quanto concordato, di fissarlo, chiarirlo e pattuirlo.
  8. Evoca piuttosto che spiegare: “saper toccare le corde emotive dell’interlocutore ancora prima di influenzare le sue capacità cognitive”. Se consideriamo che prima attraverso i sensi percepiamo e, solo dopo, con l’attività cognitiva comprendiamo, per far sì che i conflitti, gli attriti o i disaccordi vengano trasformati in accordi, occorre che il nostro partner percepisca il desiderio, non soltanto a livello razionale, di instaurare una relazione basata sulla fiducia e sulla collaborazione, sul dialogo.
  9. Agisci piuttosto che pensare: per ottenere come risultato un cambiamento reale è indispensabile non solo capire ma anche essere in grado di agire in maniera diversa. Se successivamente ad un punto di incontro con l’altro, (raggiunto col dialogo) seguono una serie di azioni concordate assieme, è molto più probabile che il progetto comune diventi realtà.
  10. Mettiamo il cuore in quel che diciamo.
    La valore delle parole e delle idee di entrambi, se unito alla capacità di riconoscere e accogliere la realtà dell’altro, considerandola ma soprattutto accettandola diversa dalla nostra, senza sentire la necessità di doverla contraddire proprio a causa della sua diversità, sono gli ingredienti, le costanti essenziali per una comunicazione efficace grazie alla quale è possibile produrre cambiamenti concreti.

“L’arte del dialogo non è solo una tecnica per comunicare efficacemente, ma è anche e soprattutto una maniera di migliorare se stessi e il mondo che ci circonda”

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