Allergie Psicosomatiche: sintomi, cure e significati “nascosti” nelle allergie

Anna Rossoni

allergie psicosomatiche

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Indice

Tipiche allergie primaverili o allergie psicosomatiche? Come distinguerle?

Con l’arrivo della bella stagione e della brezza primaverile, il nostro organismo è esposto in misura maggiore a potenziali reazioni allergiche.

E se la nostra allergia non fosse causata da agenti esterni, ma da cause interiori vissute dal nostro Io come possibili minacce per il nostro ben-essere? 

L’arrivo della primavera è l’occasione ideale per approfondire la psicosomatica, imparando a distinguere reazioni stagionali da vere e proprie allergie psicosomatiche.

allergia psicosomatica sintomi e come curarla

Cos’è un’allergia?

L’allergia è un’alterazione della risposta immunitaria del nostro organismo che si attiva quando entriamo in contatto con una o più sostanze presenti nell’ambiente esterno, chiamate allergeni o antigeni.

Questi (tra cui polline, polveri, peli di animali, alimenti, composti chimici, metalli, farmaci ecc.) non creano disturbo nella maggior parte dei soggetti, risultando invece minacciosi per gli allergici.

Il meccanismo alla base è essenzialmente di tipo autodifensivo.

L’organismo dell’allergico riconosce nell’antigene estraneo un pericolo per la propria salute e integrità e, in risposta, lo combatte producendo una quantità elevata di anticorpi.

Ecco il motivo per cui l’organismo mostra una reazione vistosa che può manifestarsi attraverso vari sintomi di tipo cutaneo (orticaria, pomfi, prurito, irritazioni), respiratorio (asma, rinite), oculare (congiuntivite, orzaiolo) e intestinale.

La causa della tua allergia potrebbe non essere la primavera

La primavera è per antonomasia la stagione del fazzoletto e degli occhi gonfi. Il rigoglioso fiorire dai colori saturi e sorridenti è però, per alcuni, un limite alla vita all’aria aperta.

In psicologia, che significati porta con sé l’arrivo della primavera?

La stagione della primavera rappresenta un momento di espressione, di apertura e di esposizione dopo il periodo vissuto più internamente dell’inverno (trascorso perlopiù tra le mura di casa, in piena zona di comfort personale e famigliare).

Tendiamo a spogliarci dalle nostre protezioni (i vestiti che indossiamo) che ci separavano dal mondo esterno, e il nostro organismo entra più facilmente in contatto con possibili allergeni.

Di questi, quanti sono effettivamente polline, polveri o peli di animali?

E se gli antigeni davvero responsabili delle nostre allergie fossero da ricercare nel nostro Io anziché in giardino?

La Medicina Psicosomatica ci insegna che talvolta gli antigeni non sono la causa profonda del nostro malessere, che nasce come manifestazione fisica e corporea di un disagio psichico.

A volte per comprendere il significato di un’allergia occorre ascoltare i bisogni dell’Io.

Il significato psicosomatico dell’allergia

Per la Psicosomatica, branca della Medicina deputata a cercare la connessione tra disturbo organico e possibile eziologia di natura psicologica, l’allergia è una reazione eccessiva del nostro organismo che, attraverso il sintomo fisico, cerca di comunicarci qualcosa.

Il messaggio, oggetto di studio psicosomatico, è un bisogno psicologico, un disagio psichico e dunque un’intolleranza interiore. Le sostanze che provocano l’allergia spesso non sono causali: le cause in realtà sono interne.

Se desideri approfondire meglio l’argomento ti lascio qui la pagina dedicata.

Etimologia e definizione del termine

Il termine allergia è di derivazione greca ed è composto dalle parole allos (altro, differente) e ergos (azione) che significano “altro modo di reagire”.

Partendo dall’etimologia della parola, scopriamo che in Psicosomatica l’allergia esprime il tentativo inconscio di proteggerci da elementi sentiti come estranei, che il nostro Io interiore rigetta una volta che il corpo ne entra in contatto. L’allergia è una reazione che esprime un contrasto tra la nostra sfera, la nostra natura, e qualcosa che l’inconscio vive come pericoloso.

Quando ci troviamo in circostanze simili, in risposta alla potenziale minaccia, il nostro sistema immunitario (che rappresenta il guardiano della nostra salute, la corazza dell’Io) attiva risposte eccessive e ci pone in stato di allerta: l’attacco allergico.

Non solo da polline o animali domestici: l’attacco allergico può volerci allontanare da una situazione che ci sta “avvelenando” proprio come le polveri floreali nell’aria di primavera.

Incontri, relazioni ma anche eventi in programma ci espongono verso l’esterno, verso il rischio e fuori dalla nostra zona sicura, rendendoci vulnerabili e ipersensibili. Nasce in questo contesto la reazione difensiva ed evitante.

Allergie psicosomatiche: i sintomi

Il corpo reagisce alle allergie producendo vistose reazioni fisiche, risposte immunitarie che si mostrano attraverso i sintomi allergici.

Il paziente psicosomatico che soffre d’allergia si riconosce dagli sfoghi che l’organismo manifesta per comunicare l’avvenuto contatto con un elemento di disagio.

L’elemento, causa della reazione, non sempre è di semplice lettura: può non riferirsi al presente, bensì nascere da una situazione passata e pretendere anche dopo parecchio tempo di essere ascoltato e metabolizzato correttamente.

Le allergie psicosomatiche più frequenti

Ecco un elenco delle allergie psicosomatiche più frequenti e dei loro significati:

polline allergia psicosomatica

Pollini

Il polline è simbolo della fioritura e della rinascita della Natura in arrivo con la primavera. Rappresenta per questo la sfera riproduttiva e sessuale, che il soggetto non vive con massima libertà a causa magari di timori o canoni sociali imposti dal contesto in cui vive.

polvere irritazioni psicosomatiche

Polvere

Il soggetto allergico alla polvere può vivere uno spazio che gli rende difficile respirare a pieni polmoni la propria aria. Abitare una casa impolverata può significare che situazioni o persone con cui interagiamo stanno “appesantendo” la nostra aria, limitando la capacità di vivere una vita che ci appartiene.

allergie alimentari

Allergie alimentari (latticini, glutine e cereali)

Gli alimenti rappresentano concretamente un corpo estraneo essenziale però per il nostro sostentamento. La necessità di digerire ciò che mangiamo può portare a difficoltà intestinali, che rappresentano tutto ciò che in quel momento stiamo cercando di smaltire, sopportare o metabolizzare senza successo.

disturbi psicosomatici farmaci

Farmaci o sostanze chimiche

Non è raro percepire sostanze artificiali o sintetiche come potenzialmente dannose per la nostra salute. In questi casi l’inconscio può agire rifiutandone l’assunzione.

Le cause: ogni allergia psicosomatica ha un significato

Per comprendere al meglio il significato che si cela dietro alle nostre allergie, gli antigeni e gli organi bersaglio accorrono in nostro aiuto. Gli elementi a cui siamo allergici rappresentano infatti ciò che temiamo mentre gli organi colpiti il bisogno inconscio che prende corpo.

Non ci deve stupire che le parti del corpo più frequentemente coinvolte (mucose nasali, occhi, bronchi e pelle) ricoprano tutte il ruolo di protezione immunitaria e barriera tra interno ed esterno. Questi tessuti sono molto sensibili al mantenimento dell’equilibrio interiore, e per questo reagiscono agli stimoli attivando determinati meccanismi di difesa.

Vediamo insieme i principali organi e apparati coinvolti e il bisogno psichico che esprimono.

  • La pelle, ovvero la corazza immunitaria più estesa del nostro organismo, delimita la zona oltre la quale ci sentiamo invasi.

Per l’approfondimento di questo apparato ti consiglio di leggere l’articolo che ho dedicato alla Psicosomatica della pelle.

  • L’apparato respiratorio è responsabile dell’”aria” che respiriamo, ovvero delle situazioni e delle persone che viviamo ogni giorno.
  • L’apparato digerente, infine, è deputato al metabolismo del cibo e rappresenta tutto ciò che di “indigesto” siamo costretti ad accettare.
  • Gli occhi sono lo schermo attraverso il quale entriamo in contatto con il mondo, scoprendolo. Allergie come congiuntivite, occhi gonfi o rossi, sono sintomo di una situazione che ci irrita particolarmente e che facciamo fatica a sopportare.

I soggetti allergici a rischio

L’insorgere di manifestazioni allergiche è dovuto a più fattori. Spesso è un tratto genetico ereditario, dunque una predisposizione personale che il vissuto soggettivo può favorire o viceversa inibire.

Alcune persone nascono, infatti, con una predisposizione ereditaria all’allergia, dovuta all’elevata presenza nel sangue di immunoglobuline.

Tale fattore, però, si è dimostrato non bastante per determinare l’insorgere di allergia che, al contrario, potrebbe manifestarsi in soggetti non ereditari.

Ecco i soggetti più a rischio:

  • Persone con difficoltà ad esporsi, scarsa o diffidente interazione con il mondo esterno, vissuto come pericoloso. Un perenne stato di allerta e attenzione è l’approccio che permette all’allergico di mantenere la distanza di sicurezza che, se minacciata, può provocare disturbo.
  • Persone con marcato giudizio morale, senso di ordine e pulizia: strumenti di controllo sulla realtà che viceversa potrebbe essere percepita come pericolosa.
  • Persone con conflitti antichi e non risolti verso la figura genitoriale materna e/o con la famiglia. Questi talvolta si traducono in difficoltà nell’amare o nell’essere amati.

Come curare le allergie psicosomatiche

La terapia psicosomatica

Se dunque un sintomo allergico emerge per comunicarci un messaggio, la Psicosomatica ci ricorda che evitare l’allergene non risolve il nostro bisogno psichico, che troverà un nuovo pretesto per farsi ascoltare.

Ecco perché l’ascolto di se stessi è senza dubbio lo strumento ideale per cercare il senso dei nostri disturbi.

Oltre alle soluzioni allopatiche ad allergie o intolleranze un percorso individuale guidato da uno specialista in terapie psicosomatiche è un’opportunità per trovare il collegamento tra reazioni fisiche e necessità interiori, per il benessere della persona nella sua totalità.

Concediti del tempo e svolgi questo esercizio quotidianamente.

1. Trova una posizione comoda e poni una sedia vuota di fronte a te.

2. Prova a visualizzare il tuo Io interiore seduto su quella sedia.

3. Instaura un dialogo che porti ad un scambio bidirezionale (se ti aiuta chiudi gli occhi durante la fase iniziale).

4. Cerca di comprendere ciò che la tua psiche vuole comunicarti, a quali bisogni interiori senti di non aver dato ascolto?

5. Puoi aiutarti con alcune delle seguenti domande.

C’è qualcosa che non accetto nella mia vita?

C’è una situazione particolare o una persona che aumenta la mia allergia?

Cosa mi rimane particolarmente indigesto?

Di cosa ho paura e cosa cerco di evitare nella mia vita? Perché?

Ho scritto l’articolo Il dialogo interiore in psicologia: come migliorare la comunicazione con noi stessiche può guidarti durante questo esercizio quotidiano.

E ricorda: le risposte sono già in noi, dobbiamo solo imparare ad ascoltarle.

Anna Rossoni

Dott.ssa Anna Rossoni laureata in Psicologia presso Università di Padova, specializzata in medicina Psicosomatica presso Università di Padova.

Iscritta all’albo degli Psicologi del Veneto n.3953 sezione A.

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