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problemi di coppia 01 Mar 2021

01 Mar

BY: Anna

Novità

Problemi di coppia.

Quali atteggiamenti facilitano la comunicazione e costruiscono l’intesa?
Quali invece la distruggono o la ostacolano?

Oggi diamo seguito al primo appuntamento relativo ai problemi di coppia, proviamo a parlare di quelle modalità comunicative che, consapevolmente o meno, creano problemi di coppia.
Al di là delle parole e dell’ascolto che viviamo, i nostri sentimenti parlano per noi: stesse parole dette con toni diversi generano reazioni contrastanti.

Proviamo a classificare gli atteggiamenti interiori in classi di categorie opposte, ciascuna dice lo stato d’animo col quale stiamo e viviamo la relazione.

Prima coppia di comportamenti contrapposti:

  • Atteggiamento di superiorità.
    È l’atteggiamento autoritario, di chi dà ordini, autorizzazioni o proibizioni. Si può manifestare attraverso il velo dell’ironia, quella che lascia l’altro spiazzato e ferito, soprattutto se diventa un’abitudine difensiva.
  • Atteggiamento di corrispondenza: sentirsi alla pari.
    Con questa modalità sia quello che io dico sia quello che ascolto sono importanti, c’è una pari dignità di persona. Possiamo entrambi contribuire per la nostra parte a costruire un rapporto. Le cose che diciamo hanno un loro valore. Non assoluto.

Seconda coppia di comportamenti contrapposti:

  • Atteggiamento giudicante, valutante, critico:
    questo è buono, questo cattivo, va bene, va male, è giusto o sbagliato.
    Non c’è un ascolto reale dell’altro, non c’è né empatia né accoglienza.
  • Atteggiamento di reale accettazione:
    possiamo riconoscere a colui che parla la libertà dei propri pensieri e dei propri sentimenti.
    Con questa modalità sapremo “sentire” l’altro come soggetto che prova emozioni vere. Anche quando racconta le sue fragilità, saremo in grado di comprenderle.

Terza coppia di atteggiamenti che determinano il successo o l’insuccesso della nostra comunicazione:

  • Atteggiamento di difesa: quando sentiamo l’altro pericoloso, viviamo delle paure e delle ansie nei suoi confronti.
    Le parole escono col timore del giudizio e l’ascolto è vigile, perché “ho spesso paura di essere fregato, anche senza accorgermene”.
  • Atteggiamento di fiducia e apertura: possiamo entrare in dialogo senza timore di essere fraintesi.
    Sappiamo che possiamo dire le nostre ragioni, anche quando sono crude. Possiamo ascoltare quelle dell’altro senza timore.
    Ci sentiamo liberi, perché l’altro non è cattivo fino a quando non dà prova di esserlo…

Quarta coppia:

  • Possiamo vivere l’indifferenza la disattenzione e la lontananza.
    Questo atteggiamento lascia l’impressione di solitudine in chi parla o di noncuranza di quello che dice in chi ascolta.
    Non mette in contatto. Crea distanza.
  • Atteggiamento di empatia di interessamento e comprensione: Ci si sente ascoltati, importanti per l’altro che parla o ascolta proprio me. Questo atteggiamento è capace di trasformare le parole e l’ascolto in dialogo perché sa tessere i fili della relazione.

Quinta coppia di comportamenti che definisce il nostro parlare:

  • Atteggiamento manipolatorio.
    Lo viviamo quando cerchiamo di portare l’altro dove vogliamo noi, a volte anche sulla spinta dei nostri buoni sentimenti, per cui la manipolazione diventa un sottile ricatto affettivo perché “so io quello che è bene per te”.
    Non mira a far maturare delle convinzioni, ma a convincere e a piegare.
  • Atteggiamento spontaneo.
    Di chi dice quello che pensa senza “secondi fini”.
    Ha un modo di parlare o di ascoltare aperto, libero e vero. Non c’è il timore della verità anche quando è scomoda, perché si sa come dirla e come accoglierla. Quello che l’altro racconta di sé non sorprende, anche se non ci lascia indifferenti.

Ultima coppia di modalità comunicativa che descrive il nostro interloquire:

  • Atteggiamento di inflessibilità, intolleranza e rigidità.
    È l’atteggiamento di chi ha messo delle mura attorno a sé e vive col timore di aprire delle porte; le esperienze dolorose, le ferite ricevute fanno mettere una corazza che avrebbe il falso scopo di proteggerci dall’altro. Per protezione, si chiude la porta alla comunicazione, si resta vittime di se stessi. Con questa modalità, parlare diventa un modo per affermare le proprie idee e ascoltare diventa impossibile perché manca una porta di accesso. Lasciamo entrare solo quello che già conosciamo e che corrisponde ai nostri schemi.
  • Atteggiamento di flessibilità: aperti al confronto, alla verifica e con una reale disponibilità a comprendere il punto di vista dell’altro.
    Intenti ad integrarlo se occorre e a prendere con sé le parti belle dell’altro.
    Questa è una modalità di dialogo che permette alla coppia di crescere e maturare usando ed arricchendosi proprio attraverso i punti di forza del partner.

Perché diventi possibile l’intesa sono indispensabili atteggiamenti costruttivi.

Al fine di risolvere, o evitare a priori, dei problemi di coppia …è necessario lasciar cadere i preconcetti, quello che si pensa di sapere già dell’altro, per aprirsi al nuovo che sta comunicando e che si può integrare. Questo non significa rinunciare al senso critico o ad un punto di vista personale, ma ci aiuta ad evitare atteggiamenti di saccenza, chiusura o rigidità.

Le coppie ricche di una comunicazione fondata su atteggiamenti costruttivi, che raggiunge e libera i sentimenti profondi …sanno che il dialogo è lo strumento migliore che permette di rinnovare e rinsaldare il legame, uno strumento che aiuta a costruire il Noi di coppia, che spinge a sperimentare la meraviglia e la gratitudine per quello che l’altro è.

Prova allora a prendere carta e penna e segna con onestà e libertà in quali atteggiamenti ti riconosci… se sono modalità distruttive per la tua coppia sei libero di far tue le corrispondenti modalità “sane” per te e per la salute del tuo dialogare.

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