Somatizzazione: cosa significa somatizzare disturbi psichici ed emozioni

Anna Rossoni

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Il significato di somatizzare

Cos’è la somatizzazione? Cosa significa somatizzare?

La somatizzazione è un processo di espressione di disagi psichici ed emozioni che si manifestano attraverso il soma tramite la comparsa di sintomi fisici. La disciplina che se ne occupa è la psicosomatica.

Quando e perché si somatizza?

La somatizzazione avviene perché la nostra psiche ha bisogno di comunicarci un disagio emotivo che non siamo in grado di ascoltare o comprendere. Attraverso i sintomi, manifestazioni fisiche dei nostri organi, la mente riesce così a dare voce alle emozioni e permetterci di ascoltarle.

Le emozioni somatizzate ci parlano e ci fanno sentire la loro presenza

Dove trovi la certezza che quel mal di pancia era frutto di un periodo di forte ansia per l’università?

E come sai che le cosiddette “farfalle nello stomaco” sono causate dall’appuntamento romantico la sera successiva?

Ogni emozione, come abbiamo approfondito nello scorso articolo, possiede uno specifico linguaggio e modo di esprimersi. Scatena segnali e manifestazioni diverse e distinguibili che ci permettono una più semplice analisi e reazione.

Il meccanismo di rivelazione è specifico per ogni stato d’animo e presenta caratteri propri: sintomi fisici di disagi psichici.

Durante il processo di manifestazione vengono attivate aree corticali assai differenti e responsabili di umori ed emozioni diverse, seguite talvolta da reazioni fisiche osservabili. Queste sono dette psicosomatiche, sono anch’esse specifiche e riconducibili con precisione ad alterazioni del nostro stato di equilibrio.

Somatizzazione: organi e sintomi

Il meccanismo della somatizzazione necessita di alcuni “strumenti” di cui si serve il nostro corpo-teatro: gli organi. Ciascuno organo somatizza un disturbo psichico mediante manifestazione di sintomi fisici, definiti disturbi psicosomatici, che rappresentano un’emozione somatizzata.

Ogni organo, in quanto vero e proprio canale comunicativo, ci parla direttamente attraverso segnali e somatizzazioni differenti.

I sintomi sono campanelli d’allarme, segnali che il nostro corpo ci dà per aiutarci a capire ciò che ancora non vogliamo o non sappiamo accogliere.

Attraverso un breve approfondimento analizziamo i fenomeni più comuni e con questi dunque, la voce di ogni organo.

Somatizzare ansia e stress

Ansia somatizzata

Ti sei mai accorto, dopo una giornata stressante o un contesto che ti irritava tanto, di abbuffarti più del solito? Di consolare e colmare quel nervoso con un dolce fuori orario?

Oppure, le notti prima di un avvenimento particolarmente importante, un esame o un colloquio, hai faticato a prendere sonno senza magari riuscirci del tutto?

Con molta certezza stavi provando una forte carica di ansia e stress e questi stavano provando a comunicare con te.

L’ansia somatizzata provoca reazioni fisiche che arrivano fino a vero e proprio dolore:

  • Cefalee 
  • Mal di testa, 
  • Dolori al petto 
  • Fitte muscolari
  • Insonnia 
  • Irritabilità

Ogni emozione presenta un ventaglio di somatizzazioni e disturbi psicosomatici a lei attribuibili. E con lo stesso meccanismo, ogni organo traduce in parole specifiche emozioni.

La pelle

La pelle è il primo organo di protezione esterna e il più visibile agli altri.

È ciò con cui interagiamo, organo di senso, ci permette attraverso tatto, calore, nervi e sensazioni di conoscere e comunicare con l’esterno.

È lo strumento psicologico più esteso di cui disponiamo.

La pelle infatti può mostrare vistosamente, sia alla vista sia al tatto, somatizzazioni particolari.

  • Rossore
  • Pallore
  • Dermatiti
  • Prurito
  • Psoriasi

Spesso l’imbarazzo di un complimento inaspettato viene somatizzato con un chiaro rossore del viso, mentre la somatizzazione della paura è un forte pallore unito solitamente a sudorazione. E non possiamo dimenticare le dermatiti o la più ostica ed invalidante psoriasi.

Interagendo col sistema immunitario, del quale la pelle è una fedele mediatrice, riduce o modifica inoltre ormoni e difese contro virus e infezioni batteriche che con più facilità confluiscono nelle somatizzazioni incontrate prima.

Somatizzazione dello stress: l’intestino

Anche l’intestino è particolarmente reattivo e attento alle dinamiche ormonali e psichiche, soprattutto alle tensioni e allo stress.

Tra i sintomi tipici somatizzati nell’intestino:

  • Diarrea
  • Ulcera peptica
  • Sindrome del colon irritabile
  • Ulcera gastro-duodenale
  • Coliti 
  • Prurito 
  • Dolore anale 

Somatizzazione della rabbia: lo stomaco

Anche lo stomaco risponde con tempestività ai nostri disagi emotivi. La somatizzazione di una rabbia non espressa può generare bruciori gastrici e, se trattenuta a lungo, far sviluppare una più grave e dolorosa lesione gastrica. La mucosa, infatti, è l’agente che influisce maggiormente nella contrazione di malattie.

Apparato cardiocircolatorio: il cuore

Il cuore è il centro affettivo dell’uomo, ragione per cui i disturbi psicosomatici a carico dell’apparato cardiocircolatorio sono sempre collegati alla sfera emotiva dell’individuo.

I sintomi frequenti delle somatizzazioni tramite apparato cardiocircolatorio sono:

  • Palpitazioni
  • Tachicardie
  • Aritmie 
  • Disturbi coronarici 
  • Ipertensione

Queste somatizzazioni sono tutte legate a stress e problemi psicosociali, connessi alla dimensione relazionale, al rapporto sociale e al rapporto con l’emotività.

Dunque, cerchiamo di trarre un riassunto, una conclusione che ci insegni qualcosa. Possiamo affermare con molta probabilità che ogni alterazione emozionale, qualsiasi emozione a cui andiamo incontro può provocare importanti reazioni anche a livello fisico.

La fisicità in particolare è la traduzione udibile e osservabile di un fenomeno che viceversa sarebbe più complicato affrontare e risolvere.

Gli organi in questo contesto sono lo strumento primo e più efficace, perché disponendo di alcuni meccanismi di reazione somatica ci permettono di giungere ad una nostra piena consapevolezza.

Anna Rossoni

Dott.ssa Anna Rossoni laureata in Psicologia presso Università di Padova, specializzata in medicina Psicosomatica presso Università di Padova.

Iscritta all’albo degli Psicologi del Veneto n.3953 sezione A.

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