Blocco psicologico: la prigione delle nostre emozioni
Blocco psicologico: la prigione delle nostre emozioni da cui ogni giorno non scegliamo di uscire.
Ecco come possiamo farlo.

In questo articolo parliamo di blocco psicologico, volgarmente chiamato anche blocco mentale, un meccanismo emotivo complesso di autodifesa e autosabotaggio, che in parole più semplici non è altro che un ostacolo al nostro ben-essere e all’espressione di noi stessi.
Devo ammettere che mi sono trovata in difficoltà.
Il tema dei blocchi psicologici è delicato ma anche molto forte, a partire dall’uso a volte improprio della parola “blocco”.
In questo articolo me ne servo anch’io per inquadrare l’argomento, ma ci tengo a specificare da subito che più che a “blocchi” ci troviamo di fronte a ostacoli, a freni, a inibizioni o difficoltà, e emozioni così grandi o forti da mandarci in titl.
“Ho paura di fare il passo sbagliato, quindi finisco per non fare nulla.”
“Anche le piccole decisioni sembrano insormontabili.”
“Non riesco a concentrarmi, la mia mente è un caos totale.”
“Mi sento come se fossi bloccato in un loop, incapace di fare progressi.”
“Non riesco più a vedere chiaramente, come in mezzo alla nebbia.”
Queste sono alcune manifestazioni comuni di possibili blocchi psicologici. Se senti familiari frasi simili o ti identifichi nelle sensazioni che rappresentano, continua a leggere l’articolo.
Ma cos’è un blocco psicologico?
Anzi, cos’è un “blocco”?
Come si può smettere di avere blocchi mentali?
Cos’è un blocco psicologico: definizione
In breve, un blocco psicologico è un ostacolo che impedisce a una persona di raggiungere i propri obiettivi, realizzarsi o provare felicità a lungo termine a causa di credenze errate, traumi passati o altri problemi emotivi o mentali.
Più nello specifico, un blocco psicologico può essere definito come un meccanismo disfunzionale e spesso inconsapevole che ostacola il soggetto nel vivere appieno alcune esperienze.
Per comprendere meglio il senso dei blocchi psicologici, possiamo suddividerli in due categorie:
- blocco emotivo
- blocco mentale
Prima di approfondire, però, ritengo doveroso dedicare una definizione anche alla parola “blocco”, che in relazione a questo tema spesso è usata impropriamente.
Proviamo a definire i blocchi psicologici come “ingorghi di emozioni”.
Sono spesso, infatti, troppe emozioni o emozioni troppo intense, paure e timori, incapacità ed insicurezze, freni, limiti e ostacoli, a creare dei blocchi psicologici.
Blocchi psicologici: blocchi emotivi e blocchi mentali
I blocchi emotivi
I blocchi emotivi sono condizioni in cui le nostre emozioni arrivano a condizionare il nostro vivere, le nostre azioni e i nostri pensieri.
Esattamente come le ganasce bloccano le ruote delle auto, i blocchi emotivi ostacolano lo scorrere della nostra vita, limitano la nostra capacità di scegliere, di uscire allo scoperto, di rischiare.
Ne è un esempio l’impotenza appresa.
Cos’è?
L’impotenza appresa è un concetto che si riferisce alla sensazione di impotenza o incapacità di controllare la propria situazione, e si sviluppa dopo esperienze ripetute di fallimento o mancato successo, anche se le circostanze cambiano. Questo fenomeno può portare a una percezione distorta della realtà e alla convinzione che ogni sforzo futuro sarà inutile, influenzando negativamente la motivazione e l’autostima.
I blocchi emotivi possono provocare in noi stati d’animo riconoscibili, tra cui:
- Difficoltà a comunicare ed esprimere sentimenti
- Mancanza di empatia
- Incapacità di gestire la rabbia
- Difficoltà nelle relazioni amorose
- Scarsa autostima e dura auto-critica
- Difficoltà a chiedere aiuto
Ciò che accomuna tutti questi stati d’animo è una generale difficoltà nel comprendere, comunicare ed esprimere le proprie emozioni, prima di tutto a se stessi, ma anche agli altri.
Se non affrontati, i blocchi emotivi possono portare a una serie di disturbi anche di natura psicosomatica.
I principali sono:
- ansia
- insonnia
- attacchi di panico
- “nebbia” mentale

I blocchi “mentali”: emozioni e mente si parlano
Emozioni “fuori controllo” o, più correttamente, difficili da controllare, non solo possono provocare gli stati d’animo appena visti, ma possono avere conseguenze anche nelle nostre azioni.
La mente e la sfera emotiva sono infatti due mondi in continua comunicazione, dove una produce effetti sull’altra.
I blocchi mentali si riferiscono a quegli ostacoli che impediscono il normale funzionamento cognitivo o comportamentale di una persona.
Questi blocchi possono manifestarsi in varie forme, come pensieri limitanti, credenze auto-limitanti, paure irrazionali, o schemi mentali rigidi.
Possono influenzare diversi aspetti della vita di una persona, inclusi il lavoro, le relazioni personali, la creatività.
I “blocchi” più comuni
Blocco dello studente: Si verifica quando uno studente non riesce a dedicarsi ad una materia considerata poco interessante o difficile a causa della paura di deludere o fallire.
Blocco del perfezionista: Si manifesta con la tendenza a procrastinare o rinunciare a compiti per la paura di non raggiungere gli standard di perfezione.
Blocco del timido: Si verifica quando si ha difficoltà ad affrontare situazioni sociali o relazionali per timore del giudizio degli altri.
Blocco dello sportivo: Si presenta con difficoltà a esibirsi adeguatamente in una competizione sportiva a causa di pressioni interne o esterne.
Blocco del venditore: Si verifica quando un venditore ha difficoltà a comunicare in modo efficace con i clienti o a concludere vendite a causa di paure legate al rifiuto o alla mancanza di fiducia nelle proprie capacità.
Blocco creativo: Si manifesta con difficoltà a generare nuove idee e soluzioni creative.
Solitamente si è soliti includere in quelli che semplicisticamente chiamiamo “blocchi mentali”, anche i seguenti.
Si tratta, però, di categorie così specifiche che quasi ci portano a dimenticare la vera natura dei “blocchi”: ovvero le emozioni.
Riassumendo, potremmo considerarli senza commettere errore come delle difficoltà nel prendere decisioni.
Rigidità mentale: Si verifica quando si è incapaci di adottare nuove prospettive o cambiare il proprio modo di pensare.
Pensiero binario: Si presenta con la tendenza a considerare solo due opzioni senza prendere in considerazione le sfumature intermedie.
Sovraccarico informativo: Si verifica quando si è incapaci di elaborare una grande quantità di informazioni.
Blocco decisionale: Si presenta con difficoltà nel prendere decisioni per paura delle conseguenze o mancanza di fiducia.
Mancanza di chiarezza degli obiettivi: Si manifesta con difficoltà nel definire obiettivi chiari e realistici.
Blocco psicologico: i sintomi
Ma come riconoscere un blocco psicologico? Come si mostra?
Caliamolo nella concretezza di ogni giorno.
Immagina di desiderare di raggiungere un obiettivo specifico, come laurearti o sposarti.
Per la maggior parte delle persone, potrebbe nascere a questo punto una sorta di timore rispetto alla possibilità di deludere le aspettative, fallire o affrontare le normali difficoltà dell’obiettivo, e ciò potrebbe generare ansia.
Per evitare questo senso di ansia, non è raro cedere alla procrastinazione, rinviando la situazione che si percepisce come fonte di stress.
È questa catena inconscia di azioni che impedisce al soggetto di sperimentare e gestire le emozioni, portando a comportamenti di autosabotaggio che possono avere conseguenze negative.
in sintesi, un blocco psicologico funziona così:
- Nuova sfida, compito od obiettivo
- Senso di inadeguatezza o paura
- Auto-sabotaggio o procrastinazione
- Blocco
Prima di vedere i sintomi più frequenti, è giusto sottolineare che questi segnali non sono mai il nucleo del problema, bensì sono soltanto indicatori di qualcosa di più radicato che richiede la nostra attenzione e la nostra piena consapevolezza per essere affrontato e trasformato.
Ecco i più frequenti campanelli d’allarme di un possibile blocco psicologico:
- Senso di inadeguatezza
- Insoddisfazione
- Ansia e paura
- Timore del giudizio
- Isolamento e senso di solitudine
- Difficoltà nelle relazioni
- Difficoltà nel chiedere aiuto
- Tensione continua e forte stress
- Perdita di energia ed esaurimento
- Sintomi somatici
Le cause dei blocchi psicologici
Le principali cause dei blocchi sono:
Trauma: Esperienze traumatiche del passato possono avere un impatto duraturo sulla salute mentale, generando paure, ansie e blocchi emotivi che possono influenzare il comportamento presente.
Cambiamenti nella Vita: Grandi cambiamenti nella vita, come traslochi, perdite o lutti, possono creare stress emotivo e generare blocchi psicologici dovuti alla difficoltà di adattamento a nuove circostanze.
Sconfitte Ripetute: Esperienze di fallimento continuo possono erodere la fiducia in sé stessi e generare un senso di impotenza.
Perfezionismo o, al contrario, inesperienza: La ricerca ossessiva della perfezione può mettere una pressione eccessiva su di sé e creare aspettative irrealistiche.
Al contrario, la mancanza di esperienza può portare a incertezza e timore di affrontare nuove sfide o situazioni sconosciute.
Idealizzazione: L’idealizzazione eccessiva di modelli interni o esterni può creare aspettative irrealistiche, portando alla paura di non essere all’altezza degli obiettivi fissati.
Sovraccarico Cognitivo: Un’eccessiva quantità di informazioni da elaborare può portare a un sovraccarico cognitivo, ostacolando la capacità di pensare in modo chiaro e di prendere decisioni.
Conflitti Interni: I conflitti interni, come quelli tra desideri contrastanti o valori personali, possono generare confusione e indecisione.
Come liberarsi dei blocchi mentali
I 3 passi per uscire da questo labirinto emotivo
I blocchi psicologici, proprio come ogni pensiero ripetuto, possono in breve tempo condurci a un’incessante saturazione di pensieri ossessivi, una gabbia inconscia che limita ogni giorno la nostra libertà.
Tuttavia, una via d’uscita da questo labirinto emotivo esiste, e si può raggiungere in 3 passi:
- Lascia fluire le emozioni e diventa consapevole di ciò che provi: Quando permettiamo alle nostre emozioni di emergere, magari anche attraverso un pianto liberatorio, concediamo temporaneamente sollievo alle tensioni emotive accumulate. Tuttavia, è importante riconoscere che il blocco emotivo può rendere difficile questo processo, trattenendo le emozioni all’interno e alimentando un circolo di ansia e repressione.
- Usa il dialogo interiore e rendi conscio l’inconscio: Il dialogo interiore è un potente strumento per comprendere e affrontare i nostri blocchi emotivi. Attraverso la riflessione e la consapevolezza delle nostre paure e dei nostri pensieri limitanti, possiamo iniziare a sciogliere le catene che ci trattengono. Tuttavia, questo processo richiede tempo, pazienza e una volontà sincera di esplorare il nostro mondo interiore.
Un consiglio: fai “free writing”, ossia scrivi e trasforma in parole le tue sensazioni ed emozioni. Il free writing si rivela un ottimo alleato in grado di aiutarti a trasformare in conscio l’inconscio.
- Se ne senti il bisogno, chiedi aiuto: Non esitare a cercare aiuto esterno quando affronti blocchi emotivi persistenti. La psicoterapia offre un ambiente sicuro in cui esplorare i tuoi pensieri e sentimenti più profondi.
Anche le più alte montagne possono essere scalate un passo alla volta, ma a volte abbiamo l’impressione di trovarci di fronte ad un ostacolo invalicabile.
Con la psicoterapia e il supporto di un professionista riceverai la giusta spinta per renderti conto che puoi superarli con le tue forze.
“Affrontare i problemi è il primo passo verso il loro superamento: È quando ci confrontiamo con le sfide che possiamo scoprire la nostra forza interiore e la nostra capacità di crescita.”
William Arthur Ward, scrittore ed educatore statunitense