Come smettere di sentirsi inadeguati e aumentare il proprio valore

Anna Rossoni

sentirsi inadeguati

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Una tendenza a sentirsi inadeguati: partiamo da qui

Il tema di sentirsi inadeguati mi sta molto a cuore perché sempre più spesso mi capita di avere a che fare con persone che faticano a assaporare il gusto della (propria) vita per paura di non esserne all’altezza.

Questa volta mi piacerebbe sedermi dall’altro lato della scrivania e lasciarmi andare ad una piccola riflessione…

Ultimamente ho la sensazione che frasi come “vorrei solo non sentirmi inadeguato”, “non sono abbastanza” o ancora “non mi sento all’altezza”, siano purtroppo tanto pronunciate.

Ho così a cuore il tema del sentirsi inadeguati perché sono convinta che ognuno di noi abbia la possibilità di trovare, ed esprimere, il proprio grande valore ma, a volte, lasciamo troppo spazio alle nostre paure e preoccupazioni da precluderci la capacità di farlo.

Ogni grande sfida che ci troviamo ad affrontare, infatti, se prevale la paura, può essere vissuta come un ostacolo irraggiungibile o come possibile rischio di sbagliare, distogliendo il nostro sguardo dalla via del successo a quella del fallimento fine a se stesso.

Soprattutto dagli ultimi anni, siamo sottoposti a canoni che vogliono ricercare la perfezione. Sui social ma anche nella vita di tutti i giorni, abbiamo sempre più la possibilità di accedere a “mondi” che prima erano più complicati da raggiungere.

Mi spiego meglio: con un biglietto aereo low cost possiamo trovarci in un battito di ciglia in Australia; con una veloce ricerca online possiamo osservare, interagire ma anche comprare e ottenere ciò che fino a poco tempo fa nemmeno avremmo immaginato.

Ma questa eccessiva facilità di scoprire e conoscere il mondo al di fuori (anche prima del dovuto) è sempre meno bilanciata da una conoscenza del nostro mondo interiore: di noi stessi.

Sentirsi inadeguati nasce da qui: da una scarsa consapevolezza di ciò che siamo

Ecco perché ho deciso di dedicare questo articolo all’approfondimento del senso di inadeguatezza: se ti interessa capire cosa può provocare un disturbo simile e scoprire come la psicologia aiuta ad aumentare il proprio valore e migliorare l’autostima, continua la lettura e lo vedremo insieme!

Innanzitutto…

Conosciamo meglio il senso di inadeguatezza

Prima di trovarne le cause e capire Cosa spinge a sentirsi inadeguati, è importante conoscere Come si manifesta il senso di inadeguatezza. 

Nonostante sia diverso in ognuno di noi, esistono alcuni comportamenti o atteggiamenti che accomunano chi tende a provarlo.

Il senso di inadeguatezza si mostra solitamente in un viso dagli occhi bassi e che non tengono il contatto visivo, si palesa in spalle ricurve e in un petto che si chiude in se stesso, in un abbigliamento che copre le “fragilità”.

Il senso di inadeguatezza si manifesta così timido e insicuro perché è sintomo di poca autostima. Se all’inizio si mostra come paura del giudizio, vergogna verso alcune caratteristiche personali o delusione nei confronti di un insuccesso, può trasformarsi in una diffusa convinzione che valiamo meno degli altri, che sicuramente non siamo all’altezza del nostro prossimo obiettivo e che, salvo fortuna, non saremo in grado di farcela per merito nostro e delle nostre qualità.

Proprio a causa dell’incapacità magari di reggere gli amici, la situazione o il compito assegnato, e in conseguenza a questa errata convinzione, è comune provare paradossalmente una forma di sicurezza: quella di non piacere a nessuno.

Il risultato?

La paura di non piacere a nessuno ci spinge spesso a deformarci per incontrare il gusto di chi ci sta intorno, portandoci poco alla volta a perdere le caratteristiche che più ci rendono unici per rientrare nei canoni di qualcun altro.

sentirsi inadeguati e senso di indeguatezza
Il brutto anatroccolo era così impegnato a piacere alle anatre che non si era accorto di essere un cigno… (scorri in basso)

Le frasi tipiche dell’”inadeguato”

Nonostante l’unicità caratterizzi anche i disagi di ognuno di noi, alcuni segnali sono in realtà dei piccoli campanelli che potrebbero aiutarci a riconoscere un insicuro.

Dopo aver compreso come si presenta il senso di inadeguatezza, per riconoscerlo al meglio, vediamo insieme quali frasi tipiche sono pronunciate nel momento di massima paura, timore o insicurezza.

Ecco le più comuni:

  • “Non ce la posso fare” 
  • “Non so fare niente” 
  • “Fallirò anche stavolta”
  • “Non posso assolutamente sbagliare”
  • “Non sono alla tua altezza”
  • “E se non mi trovasse simpatico/a”
  • “Non sono abbastanza…bravo, bella, divertente ecc…”
  • “E se non interesso?”
  • “Non so mai cosa dire”

Come rispondere?

Per tornare alla mia riflessione iniziale, oggi più di ieri siamo stimolati da un’esagerata necessità di affermarci per essere sicuri che gli altri si accorgano del nostro valore.

Ma se in tutto questo stessimo dimenticando una cosa ancora più importante?

Prima di piacere agli altri, dovremmo piacere a noi stessi, dovremmo vivere le nostre scelte, consapevoli di ciò che siamo: tutti (im)perfetti.

Ognuno di noi, nonostante la continua ricerca di mostrarsi agli altri solo nella versione migliore, ha caratteristiche proprie: pregi e difetti.

Per rispondere alle frasi tipiche dell’insicuro, la cosa migliore da fare sarebbe scattare una fotografia.

Fermare e osservare la situazione da una prospettiva diversa, innanzitutto per alleggerirsi del peso che opprime, ma soprattutto per poter scrivere oggettivamente una “lista” di ciò che realmente in quel momento valiamo, ciò che siamo in grado di fare e ciò in cui invece fatichiamo, per riconoscere ciò che manca e per poi andare a prendercelo!

Da qui, prendere consapevolezza di ciò che dobbiamo migliorare, deve trasformarsi in stimolo alla curiosità, per colmare le mancanze e formare la nostra versione migliore.

Aiutati con questa domanda:

“Cosa mi manca?”

E poi:

“Come posso ottenere ciò che mi manca?”

Fai un vero “elenco della spesa” e uno per uno trova il modo di raggiungerlo!

Le cause del sentirsi inadeguati

Cosa c’è dietro al senso di inadeguatezza

In psicologia, le cause del sentirsi inadeguati sono da leggersi nella paura del confronto, del giudizio e del fallimento.

Dietro a frasi tipiche come queste, spesso c’è infatti il bisogno di essere accettati e di non dover affrontare un rifiuto.

Ma perché accade di sentirsi inadeguati?  

Sentirsi inadeguati è dovuto ad alcune cause che risultano molto legate tra loro, proprio come una catena che ad ogni anello si rafforza.

Il fattore che più preoccupa l’insicuro è la paura del giudizio altrui.

Essere giudicati è un’azione automatica che avviene per confronto tra due o più persone. 

Chi soffre di insicurezza e bassa autostima teme il confronto perché potrebbe rivelarsi occasione per mostrare, a se stesso ma soprattutto agli altri, che non è all’altezza.

Ogni giorno, però, siamo portati a fare i conti con l’essere accettati proprio perché senza socialità, amici e frequentazioni, finiremmo per rimanere soli e non coltivare una sana condivisione di momenti e di esperienze.

Insomma, più si cerca di essere accettati, e più il rischio è di deformarci per piacere agli altri.

Ma cosa c’è dietro al senso di inadeguatezza?

Esperienze sgradevoli o pesanti in famiglia o scuola (magari genitori/insegnanti eccessivamente severi) possono portare a sviluppare un disequilibrio nella corretta valutazione delle proprie qualità. Poca consapevolezza e, di contro, aspettative tanto elevate, sono un primo incontro forzato con il tema del fallimento, delicato soprattutto in infanzia  e adolescenza.

In questi momenti, essendo fasi evolutive e di crescita davvero centrali, “non digerire” alcuni disagi potrebbe farli riemergere in futuro: è questo il caso del senso di inadeguatezza e della poca autostima.

Questo potrebbe spiegare la paura del fallimento: il limite più grande al successo e alla crescita personale perché vissuto come solo timore ricorrente di non essere abbastanza.

Ho dedicato al tema del fallimento un articolo che, se ti interessa, ti lascio proprio qui!

Il fallimento: la tua via per il successo

Sentirsi inadeguati  in psicologia

Ora che stiamo iniziando a conoscere meglio l’argomento, guardiamo più da vicino il senso di inadeguatezza.

Esiste realmente la paura di non essere abbastanza? Come si chiama in Psicologia?

In psicologia esiste una definizione specifica che definisce la preoccupazione di “non sentirsi all’altezza”: si chiama atelofobia.

Il significato della definizione diventa più chiaro se analizziamo la sua etimologia. “Atelofobia” deriva dal greco atelophobia: una parola composta dal termine atelés (che significa imperfetto, incompleto) e phóbos (paura, fobia) e rappresenta dunque la paura dell’imperfezione

Più nello specifico, si tratta di un disturbo ansioso definibile come la persistente ed eccessiva paura di non essere abbastanza, di fare qualcosa di sbagliato, di essere imperfetti anche nei più piccoli aspetti della propria vita. Ecco perché la persona insicura, che ora possiamo chiamare atelofobica, è sempre preoccupata, e ciò la potrebbe portare a soffrire di forti attacchi d’ansia che spesso potrebbero sfociare in intense crisi di panico.

Quando ci si sente inadeguati

Scuola, lavoro e amore: ognuno di noi può sentirsi inadeguato in situazioni differenti, perché vissute in maniera del tutto personale.

Come si declina la paura del rifiuto in ognuna di esse?

  • Scuola

Quante volte sarà capitato anche a noi di dire: “questa volta non riuscirò a superare l’esame”, il test o la verifica…

La scuola è per antonomasia il luogo d’incontro con i nostri primi doveri. Ci insegna infatti che per raggiungere gli obiettivi occorre organizzazione ma anche impegno e sacrificio. Ci insegna anche una relazione positiva con gli altri e con noi stessi, proprio perché siamo portati a vivere ogni giorno il confronto sano con amici e compagni.

Può rivelarsi però veicolo di stress e ansia nel caso in cui queste dinamiche ci vengano imposte come metro di giudizio. La progressiva maturazione della consapevolezza circa le nostre capacità (ancora debole) può infatti essere condizionata da rigidità altrui e confronti forzati.

Sentire il peso del giudizio di genitori o compagni di classe per un voto sotto le aspettative (sottolineo che si tratta di aspettative altrui), potrebbe rendere l’impegno scolastico un’ulteriore occasione in cui fallire.

Insomma, ciò che di positivo e stimolante potrebbe insegnare la relazione con i primi obiettivi personali, è spazzato via dal timore di risultare “meno” del compagno o dalla paura di dover comunicare una verifica andata male al genitore.

Può nascere qui un rapporto malato che vede la propria autostima sempre più bassa e gli ostacoli sempre più irraggiungibili per noi.

  • Lavoro

Nel mondo del lavoro effettivamente cambia solo l’età, ma le dinamiche rimangono molto simili.

Il lavoro è considerato un bisogno primario per vivere, occasione di autorealizzazione e felicità personale. Ma, proprio il carattere meritocratico e votato a logiche di produttività e competenze professionali, potrebbe renderlo (come la scuola per l’adolescente) un luogo in cui sentirsi inadeguati.

Tante le paura che caratterizzano una relazione negativa con il lavoro, a partire dalla paura di non riuscire a svolgere il nostro ruolo al meglio, dal timore di mostrare che valiamo meno del collega fino alla paura di non essere in grado di trovare un altro lavoro.

Accontentarsi, però, e rinunciare allo stimolo positivo della crescita, della formazione e specializzazione, significa rimanere fermi e allontanarci sempre di più dal successo soggettivo che meritiamo e che esiste per ognuno di noi.

  • Amore

In amore l’atelofobico tende a vivere la relazione con il partner nella perenne convinzione di non essere meritevole, di non essere alla sua altezza tanto da convincersi, al contrario, di meritare invece di essere lasciato perché non abbastanza bello/a, divertente o intelligente.

Se a scuola e a lavoro le paure sono rivolte verso un evento o un ruolo che ci preoccupa, in amore le nostre paure nascono da una bassa autostima che ci fa sentire “inferiori” rispetto al compagno o alla fidanzata. 

Le paure più comuni in amore possono essere causate da: scarsa autostima, insicurezza e scarsa consapevolezza di sé.

Come smettere di sentirsi inadeguati

Fallimento e imperfezione: l’importanza di accertarsi

Che sia amore, scuola o lavoro; che sia nel gruppo di amici, tra colleghi o semplicemente con noi stessi…

Come possiamo liberarci dal peso di sentirci inadeguati?

La prima cosa da fare è lavorare sulla nostra consapevolezza.

Migliorare l’autostima è un lavoro che può sembrare lungo e impegnativo che inizia con una mossa però semplicissima: distogliere lo sguardo verso l’esterno e rivolgerlo in noi.

Il senso di inadeguatezza nasce dalla catena che abbiamo visto insieme. Il primo anello è l’atto di osservare gli altri, il secondo è l’azione del confronto e il terzo è il giudizio che nasce.

Dunque per spezzare la catena dobbiamo lavorare sul primo anello, il più debole, perché eliminato quello il legame intero si spezzerà.

Smetti di riporre il tuo sguardo su ciò che fanno gli altri se non è mosso dalla voglia di imparare positivamente dalle loro qualità. Concentrati sul tuo valore, diverso e unico in ognuno di noi, innaffia sulle tue qualità e lavora sui punti di debolezza.

Da qui è importante sviluppare una consapevolezza forte dei nostri punti di forza e dei nostri difetti, perché con il sorriso sapremo affrontare diversamente ogni situazione, consci proprio di ciò che sappiamo fare e delle dinamiche dove invece dovremo imparare o crescere.

Sentirsi inadeguati è la conseguenza di una percezione sbagliata del nostro valore.

Non ci sentiamo all’altezza o non siamo in grado di raggiungere le ambizioni, di chi?

Non incontriamo il gusto, di chi?

L’autostima emerge sicura quando portiamo lo sguardo, dunque le nostre attenzioni e la nostra cura, sul nostro Io interiore. Ecco la necessità di cambiare prospettiva, dagli altri a noi.

smettere di sentirsi inadeguati con la consapevolezza di sè
…fino a quando, cambiando prospettiva, non ha conosciuto realmente se stesso.

I consigli della psicologia per affrontare il senso di inadeguatezza 

Ecco alcuni consigli concreti che ti potrebbero aiutare a cambiare prospettiva:

  1. Accogli le critiche delle persone che stimi

Cambiare prospettiva significa spostare la visuale da cui leggevamo la vita, per trarne un significato nuovo.

Accogli le critiche delle persone che tengono a te. Non vederle come la conseguenza di un limite personale o di un errore, ma come un aiuto, un consiglio. Le critiche sono un momento costruttivo, la tua opportunità per essere ogni giorno una persona migliore.

  1. Ascolta ciò che provi, ma chiediti il perchè

Non limitarti però a lasciare che siano gli altri ad osservare ciò su cui potresti lavorare. Impegnati ad ascoltarti con apertura e positività: lascia che le emozioni che provi acquisiscano senso grazie alla tua continua ricerca del “perché” che le genera.

Domandati quale sia la motivazione che ti spinge a sentirti insicuro o non adatto, chiediti cosa ti spaventa realmente, quali conseguenze temi davvero.

  1. Cerca di migliorarti

Il passo successivo è agire.

Fai in modo di trovare risposte alle domande che ti poni, ma soprattutto, dopo aver superato l’ostacolo più difficile di accettare le tue (im)perfezioni, trai stimolo nel colmarle e migliorarle per la tua crescita personale.

  1. Non aver paura di chiedere aiuto

Se desiderassi avere un aiuto iniziale per trovare la tua strada, esplorarti e conquistare la consapevolezza che cerchi, un corso sull’autostima è ciò che fa per te!

Se hai domande o dubbi, è del tutto normale.

Contattami pure, insieme potremo capire come iniziare a familiarizzare con l’imperfezione, esplorare con nuova curiosità il valore che custodisci dentro di te, e che ora chiede di essere espresso.

Anna Rossoni

Dott.ssa Anna Rossoni laureata in Psicologia presso Università di Padova, specializzata in medicina Psicosomatica presso Università di Padova.

Iscritta all’albo degli Psicologi del Veneto n.3953 sezione A.

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