Odiare il Natale: la sindrome del Grinch

Anna Rossoni

sindrome del grinch odiare il natale

Categoria:

Indice

Cos’è la sindrome del Grinch

Te lo dico subito: si chiama sindrome del Grinch.

Cosa potremmo mai avere in comune con una creatura verde, pelosa e scontrosa? 

Non hai mai visto il film? Non sai di cosa si tratta?

Si stima che quasi 2 italiani su 10 ne possano soffrire.

Scopriamo tutto in questo articolo!

Odiare il Natale: conosciamo meglio il Grinch

Le festività natalizie sono per antonomasia il periodo più felice dell’anno. Come si può allora arrivare a temere o ad odiare il Natale?

La sindrome del Grinch è un fenomeno sempre più comune: scopriamo insieme da dove nasce la paura o l’odio per il Natale e come affrontarli, imparando a conoscere il nostro Grinch.

Chi è il Grinch e come vive il Natale 

Sono pochi i grandi classici che tengono le famiglie unite davanti alla televisione: il Grinch è uno di questi. Un film della grande tradizione natalizia che ogni anno ci ricorda l’importanza di festeggiare le festività col sorriso, abbracciati dal calore delle persone che amiamo.

Ma oltre al divertimento, la figura del mostriciattolo verde in cui tanti si identificano può insegnarci qualcosa? 

Partiamo dalle presentazioni.

il grinch odiare il natale

Il Grinch è una creatura di fantasia con le sembianze di un mostro goffo e scontroso, ricoperto da folto pelo verde: un folletto burbero e dispettoso che abita all’interno di una grotta in cima al Briciolaio, sopra il paese di Chistaqua. 

“È perché sono verde, non è vero?”

Il Grinch

Vive le feste con rifiuto e solitudine: il suo cuore “di due taglie più piccolo” lo porta infatti ad odiare il Natale con tutto sé stesso tanto da cercare di rubare lo spirito della festa

Accade però qualcosa di inaspettato: nonostante i dispetti del folletto verde, lo spirito del Natale resiste e continua ad animare il paese dimostrando che l’amore spontaneo (il vero spirito) è più forte di tutto il resto.

“Sono il Grinch che ha rubato il Natale. E mi dispiace.”

Il Grinch

La storia del Grinch nasce nel 1957: in quell’anno il Dr. Seuss, pseudonimo dello scrittore Theodor Seuss Geisel, scrisse il libro da cui poi sarà tratto il famoso film con protagonista Jim Carrey nei panni dell’antipatico mostro. Un successo che, ancora oggi, torna a Natale per ricordarci che siamo soltanto noi a scegliere come viverlo.

Come leggere l’odio per il Natale del Grinch?

L’odio e l’acidità del mostriciattolo verde aprono in realtà ad una lettura più profonda del Natale e di come può essere vissuto.

Ma chi è davvero il Grinch?

La risposta ci arriva proprio dalla mente che lo ha concepito. Il Dr Seuss, infatti, ammette di aver creato la favola del Grinch per affrontare, grazie alla catarsi narrativa, il proprio legame con il Natale.

Ho scritto del mio amico acido il Grinch per vedere se potevo riscoprire qualcosa sul Natale che ovviamente avevo perso.

Dr. Seuss

Ci racconta che lui stesso aveva perso nel corso degli anni la magia del Natale, trovandosi a non riconoscere più la festa di fine anno come un momento di felicità. Nel libro, da cui poi sono tratti cartoni animati e film di successo, in tanti hanno visto sé stessi nel Grinch, identificandosi con il mostro scontroso e burbero che tanto scappa dal Natale.

La storia del Grinch nasce, dunque, da un bisogno personale dello scrittore che sperava, dando sfogo ai suoi sentimenti, di poterci dialogare, affrontarli e superarli ritrovando lo spirito natalizio, nella realtà/fantasia rubato dal “mostro”.

Il libro, e il film successivo, sono così una critica al Natale raccontato dai prodotti di consumo come uno stereotipo felice e obbligato, un momento in cui tutti devono sentirsi allegri semplicemente perché ce lo impone il calendario.

È un invito ad un Natale autentico dove il calore della famiglia e della condivisione sono la vera magia che scende dalla slitta per il camino, fino all’albero illuminato.

Lo stereotipo narrativo del Natale

Una poltrona per due” (John Landis,1983), “Mamma ho perso l’aereo” (Chris Columbus, 1990), “Miracolo sulla 34″ strada” (Les Mayfield, 1994), ma ancora “Elf – Un elfo di nome Buddy” (Jon Favreau, 2003) e i “Cinepanettoni“: i film di Natale sono tantissimi e portano gioia e felicità sui nostri schermi. 

La maggior parte di questi ha qualcosa in comune: ci raccontano il Natale che sorride, fatto di abitudini e convenzioni, un Natale che porta regali e felicità, incondizionatamente.

Cosa succede se questa abitudine viene spezzata da un sentimento “diverso”?

La conseguenza frequente, all’insorgere di tristezza o solitudine durante il Natale, è un forte senso di dolore, inadeguatezza e di diversità. Siamo infatti abituati a film e immagini che non lasciano spazio ad un Natale triste, semplicemente non è possibile perché in contrasto con lo spirito della tradizione religiosa e sociale.

Sindrome del Grinch: le cause

Cosa può portare ad un sentimento di allontanamento da una festa così amata e attesa durante tutto l’anno?

Le cause della sindrome del Grinch sono più comuni di quanto possiamo pensare…

Tra queste, potrebbero esserci:

  • Regali, feste e occasioni forzate
  • Ritmi frenetici
  • Tensioni familiari
  • Sentirsi soli
  • Perdita di una persona cara
  • Difficoltà finanziarie

Parliamo di stress finanziario ma non solo.

L’obbligo, percepito, di acquistare regali, la pressione di trovare il regalo perfetto, le feste, riunioni e cene, le occasioni sociali alle quali ci si sente costretti a partecipare, possono far sperimentare quella “mancanza d’aria” che in poco potrebbe portare a vivere un periodo disteso e di ricarica, con ansia.

“Vacanze? Chi, essere, cosa, ee?” 

Il Grinch

Un’ansia che spesso è altrettanto la conseguenza dei ritmi lavorativi e familiari di fine anno, tra consegne, scadenze e impegni: una frenesia in grado di sopraffare anche le feste.

Dinamiche personali o familiari complesse, infine, sono una probabile causa di allontanamento dalle festività natalizie che, per tradizione, sono il momento di massima vicinanza con i propri cari.

Tensioni esistenti, litigi, ma anche assenze, mancanze o perdite possono diventare ancora più evidenti durante il Natale, portando malinconia e solitudine.

Se hai avuto modo di sentir parlare di Christmas Blues (o depressione natalizia), avrai notato che le rispettive cause condividono molti aspetti comuni.

Se ti interessasse approfondire l’argomento, ti lascio qui l’articolo che ho scritto sul Christmas Blues.

Dietro alla sindrome, però, potrebbe esserci anche un disturbo di natura psichica

Il disagio nel vivere Natale può sorgere infatti come conseguenza di un malessere interiore, di sentimenti di malinconia o sintomi depressivi. 

L’arrivo delle festività e il conseguente acuirsi del distacco tra la malinconia e la felicità collettiva, non fanno poi che aumentare gli effetti della sindrome del Grinch.

Per questo, è fondamentale far sentire la vicinanza a chi si sente più solo e perso: spesso, infatti, il rifiuto del Natale è solo una maschera per coprire i sintomi depressivi e malinconici, cause di intenso dolore. 

Solo così la magia del Natale può essere trasmessa da un cuore all’altro.

Come affrontare la sindrome del Grinch

3 errori da non commettere per superare la sindrome del Grinch 

sindrome del grinch e odio per il natale

Ecco 3 errori frequenti da correggere per affrontare e superare la sindrome del Grinch:

  1. Non sentirti in dovere di essere felice a Natale

Si sa, il Natale è per abitudine una festività che cerca di portare in ogni cuore allegria e gioia. Se però nel nostro stiamo vivendo altri sentimenti, non dobbiamo sentirci in colpa. Le emozioni per loro natura sono naturali e sorgono spontaneamente. Pensare di provare un’emozione sbagliata è già un grande errore. Ascolta le tue emozioni e, per quanto possibile, prova a conciliarle con il Natale. Rispetta ciò che senti e non portare a confronto con chi ti sta intorno o con gli immaginari delle feste. Vivi il tuo Natale!

  1. Non pensare di essere l’unico ad essere triste

Quando attorno notiamo soltanto persone felici e unite, è naturale immaginare di essere gli unici a provare un sentimento di malinconia o tristezza. Ricordati che non è affatto così: spesso indossiamo maschere che non trasmettono agli altri la nostra emotività. La tristezza è un sentimento importante e umano tanto quanto la gioia e il solo fatto di non provare allegria durante il Natale non è un motivo di diversità. Accetta e ascolta i suoi sentimenti, e trai il meglio dalla magia della festa.

  1. Non nascondere o esagerare i sentimenti che provi

Le emozioni sono uno strumento importantissimo di cui disponiamo per poter dialogare con noi stessi. Ascoltare le nostre emozioni e lasciarle esprimere naturalmente è la via più veloce per conoscerle e poterle affrontare davvero.

Ricordati di non sopprimere ciò che senti, liberalo e ascoltalo: impara a dare un senso alla tua tristezza e non sarà più motivo di solitudine o diversità.

Concediti alcuni momenti personali in cui fermarti a riflettere sui pensieri che si fanno più ingombranti, impegnati a non giudicare le tue emozioni come positive o negative, adeguate o inadeguate. Ciascuna emozione emerge per un motivo e cerca di comunicare qualcosa.

Non nascondere o esagerare ciò che l’Io sta cercando di dirti: rischi soltanto di distogliere l’attenzione dai veri bisogni interiori.

Il Natale, le feste e l’anno nuovo sono un pretesto, un momento in cui la sindrome del Grinch può limitarci maggiormente. È importante però capire il senso dietro al nostro malessere, le cause o le necessità del nostro Io.

Imporsi un Natale felice, reprimendo il nostro vero Natale, significa soltanto rimandare il dialogo interiore nascondendo un disagio dietro un sorriso forzato.

E poi c’è forse il consiglio più concreto che io possa darti.

Ognuno di noi ha la possibilità ancora, e nonostante tutto (ciò che ci è accaduto), di vivere il momento del Natale, ma è bene non confondere la magia “da film” delle festività con il vero animo che dovrebbe accompagnarci sempre, non solo in questa occasione.

La magia del Natale, però, non è quella che, la notte del 24, scende silenziosa dal camino.

Ecco il mio grande consiglio: vivi il Tuo Natale.

Come?

Prenditi del tempo per stare con te stesso, per rilassarti, per concederti ad una passeggiata o ad un nuovo hobby, per sentire vecchi amici o, se non farà per te, per ritrovare il piacere di passare le festività in “solitudine”, con l’ottima compagnia del tuo Io che sicuramente trarrà ben-essere da qualche piccola attenzione in più.

Insomma, cerca e insegui la Tua energia, che è anche nelle piccole cose che ci fanno stare bene.

Perché, come ci insegna il Grinch, quando si parla di “magia” dipende tutta da noi.

“Coraggio amico, è Natale!”

Il Grinch

Anna Rossoni

Dott.ssa Anna Rossoni laureata in Psicologia presso Università di Padova, specializzata in medicina Psicosomatica presso Università di Padova.

Iscritta all’albo degli Psicologi del Veneto n.3953 sezione A.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

dal blog

Ultimi articoli

vitiligine psicosomatica

Vitiligine Psicosomatica

La vitiligine può essere psicosomatica? Si può parlare di vitiligine psicosomatica?  La risposta è sì!  E in questo articolo vediamo insieme perché! La vitiligine è

Leggi Tutto »

Compila il form sotto