Affrontare la fine di una relazione: come superare una rottura?
La fine di un amore è un’esperienza che fa male, molto spesso ti spaventa, svuota e soprattutto sembra impossibile da affrontare: come superare una rottura?
Immagino tu stia provando un dolore forte che rende difficile fare anche quelle piccole cose che prima ti piacevano.

Se hai lasciato, forse ora provi un grande senso di colpa, con la paura di aver commesso un errore o di non trovare più una persona come lui o lei.
Se ti hanno lasciato, oltre al dolore ti trovi a dover affrontare il rifiuto della persona che hai amato.
Vorrei che tu sappia questo: un cuore spezzato fa male, ma non rimane spezzato per sempre.
Che tu debba superare il primo grande amore, un amore durato anni o l’amore stabile di un progetto di vita: superare una rottura può essere vissuto come un lutto, una perdita da cui si ha l’impressione sia difficile riprendersi.
Ricominciare fa paura, il timore di essere feriti o di provare lo stesso dolore un’altra volta, anche questo fa paura; la paura di restare solo/a, o quella di non ritrovare più la stessa persona: una rottura crea una cicatrice la cui guarigione ha bisogno di tempo e di coraggio, ma non solo.
Ho deciso di scrivere questo articolo per raccogliere i miei migliori consigli da Psicologa, ciò che forse stai cercando e che può aiutarti non ad illuderti di non provare dolore, ma a imparare a gioire, fare, agire e vivere nonostante la tua separazione.
Leggilo fino in fondo, è lì che ho raccolto i consigli più efficaci per superare una separazione.
Come affrontare una rottura: ci sono diverse fasi
Prima di esaminare le diverse fasi che si vivono dopo una rottura, è giusto sottolineare che non sempre si mostrano nello stesso ordine, o per forza tutte.
Le emozioni che provoca la fine di una relazione sono altamente individuali e dipendono dal soggetto e dalle esperienze vissute dalla coppia.
Le fasi chiave che spesso caratterizzano il percorso di guarigione dopo una rottura sono:
- Negazione
- Rabbia
- Tristezza
- Senso di solitudine
- Depressione
- Elaborazione o accettazione
Scorri qui sotto per scoprire il significato e le emozioni di ogni fase. In qualunque momento tu senta di trovarti, ecco cosa può aiutarti per affrontare ciò che senti e cosa invece ti allontana dal superamento della rottura.
Negazione: un rifugio
La negazione è spesso la prima risposta emotiva che incontriamo quando affrontiamo una rottura. È un meccanismo di difesa naturale che ci aiuta a proteggerci dal dolore iniziale e dallo shock della perdita. In questa fase, potremmo trovare noi stessi rifiutando di accettare la realtà dell’evento, cercando conforto nella speranza che la situazione possa ancora cambiare. È importante riconoscere che la negazione è parte integrante del processo di adattamento emotivo e che avviene per offrire una temporanea e apparente tregua mentre iniziamo a elaborare il dolore della rottura.
Rabbia: uno sfogo
La rabbia è un’emozione potente che può emergere in seguito alla negazione. Possiamo sentirne il bruciore verso l’ex partner, verso noi stessi o persino verso il mondo intero. È importante comprendere che la rabbia è una risposta naturale alla sensazione di perdita e al cambiamento improvviso nella nostra vita. Attraverso un’apertura verso questa emozione, possiamo imparare a gestire la nostra rabbia in modo sano e costruttivo, canalizzandola verso attività che favoriscano il nostro benessere emotivo.
Tristezza
La tristezza è un compagno costante durante il processo di elaborazione di una rottura. È l’emozione che ci ricorda la profondità del legame che abbiamo condiviso con il nostro ex partner e il dolore della sua assenza. È importante onorare la nostra tristezza e permetterci di piangere e di elaborare il nostro dolore in modo sano e non giudicante.
Senso di solitudine
Non è raro sperimentare, in seguito ad una separazione, un senso di solitudine.
È il primo passo verso l’accettazione, perché ci rendiamo conto che eravamo effettivamente “abituati” ad avere una spalla, una persona con cui sfogarci e da cui essere capiti, e che ora ha lasciato un vuoto.
In questi momenti il senso di solitudine può essere più acuto.
È importante trovare modi sani per affrontarlo come coltivare hobby, praticare sport o frequentare amici, parenti, gruppi di supporto o professionisti.

Depressione
La depressione è quel sentimento di vuoto che ci atterra, ci demoralizza e toglie colore alle nostre giornate.
Proprio come una macchina con quattro ruote a terra, andare avanti diventa davvero faticoso, pieno di attrito.
È importante, però, sviluppare consapevolezza sulle proprie emozioni e saper distinguere tra tristezza e depressione, cercando supporto professionale se la depressione diventa debilitante.
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Elaborazione o accettazione
L’accettazione è l’ultimo stadio del processo di guarigione dopo una rottura. È il momento in cui accettiamo la realtà della situazione e iniziamo a ricostruire la nostra vita. Attraverso l’accettazione, possiamo aprirci a nuove opportunità e speranze per il futuro, trasformando la rottura in un’opportunità di crescita personale e di apprendimento.
Come accettare la fine di una relazione?
Scorri questo articolo, trovi la risposta a questa domanda insieme a 10 consigli per farcela.
Perché è difficile lasciar andare un amore?
Lasciar andare un amore può essere incredibilmente difficile per diverse ragioni, che vanno dall’attaccamento emotivo e dipendenza affettiva, alla paura della solitudine e del vuoto, dell’ignoto, del futuro, del fallimento e del rifiuto.
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Quanto tempo ci vuole per superare una rottura?
A questa domanda non esiste una risposta giusta.
Ogni persona vive ed elabora il proprio dolore in modo unico, per questo il tempo necessario per superare una rottura è del tutto soggettivo.
Ci sono diversi fattori che possono influenzare la durata del processo di guarigione, tra cui la durata e l’intensità della relazione, le circostanze della rottura, il supporto e la vicinanza delle persone che ci vogliono bene.
Una delusione d’amore potrebbe durare qualche settimana o mese, come potrebbe servire di più tempo per ritrovare la serenità.
È essenziale, però, che tu ascolti e accolga il tuo ritmo, senza confrontarlo con gli altri, forzarlo o sentirti inadeguato/a se il processo di guarigione richiede più tempo del “previsto”.
In questi momenti, è normale sperimentare alti e bassi, con giorni in cui ci si sente più ottimisti e altri in cui si è sommersi dal dolore e dalla tristezza. Sii sempre gentile con te stesso/a e accogliente con le tue emozioni, e concediti di attraversarle senza giudizio.
Ma non stare in attesa che il tempo faccia tutto da solo: è anche importante impegnarsi attivamente per riconquistare il proprio ben-essere.
Ecco 10 modi per farcela.
Come superare una rottura: la Psicologia ti aiuta con 10 consigli
Come riprendersi da una rottura?
La Psicologia in questo può aiutarti, e lo fa con 10 consigli.
1) Non darti colpe che non hai
Quando si è lasciati (ma può verificarsi anche quando si lascia), è facile lasciarsi trasportare da quel vortice di pensieri che cerca di elaborare il senso di rifiuto.
“Se mi è capitato tutto questo ci sarà un motivo.”
“Ho sbagliato qualcosa? Sono sbagliata/o io’”
Domande come queste sono umane, ma affrontarle da soli non fa che farti sprofondare in quel vortice.
Se ne avete la possibilità ed entrambi siete disposti provate a dare una risposta in due.
Quale mio comportamento non è stato accettabile? Cosa non è andato?
Non lo nego, affrontare domande simili è sempre segno di maturità e può portare solo maggiore consapevolezza e crescita, ma spesso porle a se stesso/a risulta incompleto perché siamo condizionati da un filtro emotivo del tutto personale.
Chiarisci la chiusura, non con la speranza di riaprirla, ma con la certezza che è un’opportunità per uscirne arricchito/a.
2) Non chiederti “perché?”
Sia chiaro, porsi le giuste domande è sintomo di maturità ma non sempre in amore esistono risposte valide ad un “ perché ”.
Non appesantire ciò che stai vivendo pensando di potervi porre rimedio “se solo ne sapessi il motivo”.
Apriti al confronto sincero se ne avrai occasione, ma non confondere le risposte che cerchi con la causa della rottura.
Abbi cura della tua felicità, quella che non dipende da nient’altro.
3) Non porre la tua felicità in un altra persona
Provare a ricominciare è difficile, soprattutto quando i ricordi si fanno più vivi, e quando il senso di vuoto e solitudine più presente.
Si dice che l’amore completa perché ci permette di esprimere la nostra vera natura, liberamente e, appunto, naturalmente.
Ma per quante possano essere le esperienze felici e i momenti indimenticabili vissuti, non porre la tua felicità e il tuo ben-essere nell’altra persona.
4) Non chiederti “come sarebbe potuta andare se…”
Un meccanismo automatico molto comune è immaginare di tornare indietro solo per un istante, e chiudersi:
“come sarebbe potuta andare se mi fossi comportato/a diversamente?”
“come sarebbe andata se fossi stato diverso/a”
“…se avessi fatto…”
Tutti questi pensieri hanno in comune una cosa: più ce li chiediamo e meno riusciamo ad ottenere risposte soddisfacenti.
La Psicologia ci dice che ogni storia è il risultato della maturità dei partner e del lavoro di coppia e sì, forse le cose sarebbero potute andare diversamente, ma se avviene una rottura forse è perché la relazione chiedeva più di quanto la coppia riusciva a dare in quel momento.
5) Non rifiutarsi di amare di nuovo
Una rottura può ferire profondamente, ma non chiudere il tuo cuore se lo senti spezzato.
Non lasciare che il passato influenzi il tuo futuro, apriti a nuove connessioni perché magari troverai proprio in queste ciò di cui hai bisogno, davvero, per essere felice.

6) Tieni ogni ricordo e apprezza ciò che è stato
Anche se la relazione è finita, ci sono stati momenti preziosi e lezioni apprese che possono essere apprezzate. Riconoscere e onorare i momenti felici può aiutare a bilanciare il dolore della rottura.
7) Non stare a letto, rialzati a piccoli passi
Il senso di solitudine e di dolore può facilmente portare a chiudersi.
Non restare a letto, non rinunciare a ciò che ti appassionava.
Ripartire quando la voglia non c’è è un grande sforzo, ma puoi farlo a piccoli passi.
“Apri le tende e fai entrare il sole”, torna a fare (o trova) attività che ti appaghino, momenti personali che ti distraggano dal dolore, che siano sport, letture o hobby: ti renderai conto che si può godere anche delle piccole cose.

8) Passa del tempo con amici e famiglia
L’isolamento può intensificare il dolore emotivo. Cerca il sostegno degli amici e della famiglia, condividi la tua esperienza con persone che ti capiscono o, se non te la senti, inizia col condividere momenti felici.
Se non puoi contare sull’appoggio di amici e famiglia, affrontare una rottura può essere più difficile, ma non impossibile.
Non lasciare che questo ti porti a rinunciare ad esplorare i tuoi sentimenti e a trovare la terapia per superare la separazione.
C’è sempre qualcuno disposto ad ascoltarti.
9) Parla della rottura con uno psicologo o psicoterapeuta
Amici e famiglia sono un luogo sicuro che sa prendersi cura del nostro stato d’animo.
Se però desideri affrontare più attivamente ciò che senti, per percorrere con consapevolezza il percorso di guarigione più adatto a te, parlarne solo con loro potrebbe non essere abbastanza.
La Psicoterapia è un’opportunità per affrontare e superare rotture significative, senza che siano queste a controllare la nostra vita.

10) Abbi fiducia nel potere del tempo
Abbi fiducia nel tuo percorso e nel potere del tempo sulla tua guarigione.
Spesso ci aspettiamo risultati immediati, ma è fondamentale comprendere che ripartire dopo una rottura richiede pazienza e tempo.
Come psicologa, posso rassicurarti che ciascuno ha il proprio ritmo e che è assolutamente normale sentirsi tristi o non stimolati durante il processo.
Concediti tutto il tempo che ti occorre per elaborare il dolore, accettare i cambiamenti e crescere dalla tua esperienza.
È questo l’approccio che ti permetterà di emergere più forte e consapevole.

10 risposte
Buongiorno. Dopo 7 mesi intensi dove abbiamo condiviso viaggi concerti partita e casa di lei ho detto 1/2 bugie gravissime x nascondere un momento di difficoltà.. purtroppo poi ho dovuto dirglielo e lei si e’ allontanata definitivamente!!!! .. Ho sbagliato l ho ammesso ma ormai era tardi . Mi ha bloccato sui social dopo che ho tentato svariate volte di poterla sentire … Io dopo giorni e giorni di vuoto e mente l
locale x gli errori commessi sto lo lentamente alzando la testa a fatica… Mi chiedo se anche lei ci starà male o no …e chiedo se il processo di risalita che riguarda me e’ giusto che sia così ..cordiali saluti .
Caro Mauro, in realtà il suo commento non contiene una domanda…leggo di uno sfogo che mette per iscritto e che rivolge a me, ma anche a se stesso.
Posso dirle che sono d’accordo con quello che dice: di fronte ad una situazione simile la delusione può portare a comportamenti molto soggettivi. Il mio consiglio è di rispettare lo spazio che questa persona si sta ritagliando e che ritiene sia doveroso per lei mantenere.
Come affrontare questo distacco? Sicuramente con consapevolezza, per comprendere e per migliorarsi, non confonda la speranza con l’illusione: lei continui il processo di risalita di cui mi parla perché la vita va affrontata sempre a testa alta!
Se sentisse il bisogno di un sostegno o di un confronto, si senta libero di rispondere a questo commento o chiamarmi personalmente al +39 335 8137913
Salve, Dottoressa.
Sto attraversando un momento molto doloroso perché ho lasciato il mio ragazzo settimana scorsa, dopo un anno di relazione. Ad aprile dell’anno scorso ho scoperto che fosse ancora amico della ex e che ci messaggiava tutti i giorni. Questa non è la cosa che mi ha sconvolta quanto il fatto che mi abbia mentito su di lei, nascondendomelo e intanto informandola quotidianamente dei suoi spostamenti e mandandole addirittura le nostre foto. Mi ha mentito per otto mesi e per quanto io abbia cercato di ingoiare questo tremendo rospo, dopo un anno di relazione ho chiuso tutto perché i pensieri mi stavano dilaniando da dentro. Da quando ho scoperto tutto non sono più stata la stessa; ho smesso di fare le cose che amavo e che mi piacevano perché non ne avevo le forze e ho perso tanti chili, ho addirittura iniziato a fare una cosa orribile come controllargli il telefono e scoprire altre cose poco piacevoli. Pensavo di poterla superare perché lo amavo e lo amo ancora, e invece adesso mi sento debole per non esserci riuscita, quasi fosse colpa mia per aver rovinato tutto e aver perso un ragazzo che, comunque, per me aveva fatto di tutto. Però la verità è un qualcosa di sacro per me e non riesco a metterla da parte. Non so più cosa sto facendo, lui continua a scrivermi e io non riesco a negargli una risposta. Mi manca come l’aria, mi manca la nostra quotidianità e quel che poteva essere. Sento che questo dolore non passerà mai e non so cosa fare. Dovrei dargli un’altra possibilità? E se lo facessi e tornassi alla situazione di prima dove comunque non ero felice? Non mi sono impegnata abbastanza per superarla? Ho sbagliato qualcosa io?
Cara Lara,
quello che mi scrivi è un intreccio di emozioni così forti e contrastanti che è comprensibile sentirsi sopraffatti, come se il pensiero di tutto questo ti stesse divorando. Il bisogno di verità che descrivi è sacrosanto, ma, allo stesso tempo, la sofferenza che stai vivendo non si può certo risolvere semplicemente con una risposta chiara o un’azione. La ferita che ti porti dentro è profonda, e la confusione che provi è una reazione legittima a un dolore che non riesci a “digerire” completamente, nonostante l’amore che provavi e provi ancora.
A volte ci sentiamo persi proprio quando la nostra mente si aggroviglia in mille domande senza risposta, e pensiamo che il tempo o la verità possano mettere tutto al suo posto. Ma la verità, quella che ti aspetti, è solo una parte di una storia più complessa, una storia che riguarda soprattutto te stessa, il modo in cui stai vivendo il tuo dolore e come riuscire a riprenderti da tutto questo. La psicoterapia può aiutarti a dare senso a ciò che senti e, soprattutto, a darti lo spazio per elaborare questi pensieri e sentimenti senza il giudizio che, purtroppo, a volte arriva da noi stesse.
Se pensi che questo possa esserti utile, ti invito a contattarmi. Parlarne insieme potrebbe essere il primo passo per darti quella chiarezza e serenità che ora ti mancano. Puoi chiamarmi al [+39 335 8137913] e vediamo come proseguire insieme questo percorso.
Due anni e mezzo di relazione, entrambi 24 anni, un rapporto maturato nel tempo.
Quest’estate il suo ex si è presentato sotto casa per parlare con lei. Lei me ne ha parlato solo il giorno dopo, dicendomi che non era successo assolutamente nulla: lui si era solo scusato per come si era comportato in passato. La loro era stata una relazione tossica, e quando me lo ha raccontato non ho reagito male. Ero consapevole che lei non sarebbe mai tornata con lui, quindi ero tranquillo(Lei mi ha successivamente detto che si aspettava una reazione diversa, ha pensato che qualsiasi cosa lei facesse io gliel’avrei perdonata, ma questo non è assolutamente vero).Tuttavia, da quel momento qualcosa è cambiato.
Ha iniziato ad avere dubbi su di noi, come se si fosse resa conto di non amarmi davvero. Ci siamo chiariti e sembrava che tutto si fosse sistemato. Tuttavia, dopo le vacanze estive (io ero stato al mare, lei in Puglia con i suoi genitori), ci siamo lasciati.
Pensavo fosse solo un periodo di riflessione, credevo che sarebbe durato una settimana. Per questo, dopo un mese, le ho chiesto di rivederci, ma ho capito che per lei era finita davvero. Ho sofferto molto, alternando momenti in cui accettavo la situazione e momenti in cui non riuscivo a darmi pace. Per me lei era la ragazza più bella che avessi mai conosciuto. Ho avuto altri flirt, sono uscito con altre persone, ma ho continuato a pensare a lei.
Ora siamo a febbraio, e solo adesso ho scoperto che lei a novembre si era già lasciata tutto alle spalle e si era rifidanzata. Da quando l’ho saputo, sento di nuovo un peso nel petto ogni volta che ci penso. So di dover andare avanti, so che non ci sarà un futuro tra noi e forse nemmeno lo voglio più. Ma la cosa che mi fa più male è sentirmi tradito e ancora legato a lei in qualche modo.
Dopo aver saputo della sua nuova relazione, ho deciso di toglierla dai miei follower, in modo che non possa più vedere le mie storie (io avevo già smesso di seguirla perché mi faceva troppo male vederla, inoltre lei fa la fotomodella e ha un profilo molto attivo). Ho smesso di seguire anche le sue amiche ed eliminato tutte le foto che avevo di noi.
È normale tutto questo? Credo di sì… ma è normale che duri così tanto?
Caro Pino, nelle tue parole rivedo tanti pazienti che, come te, hanno attraversato l’amore con tutte le sue sfumature, comprese quelle più amare.
Ti faccio alcune domande: Cosa pensi che ti tenga ancora legato a questa storia? È l’amore per lei o il bisogno di dare un senso a ciò che è successo?
Mi piacerebbe anche lasciarti una nuova prospettiva da cui osservare ciò che stai attraversando: il dolore che si prova in queste situazioni è naturale e non ha una scadenza. Non c’è un tempo giusto o sbagliato per superare qualcosa che ha avuto valore per noi, però è fondamentale ricordarsi che ciò che lasciamo alle spalle non è mai solo una perdita, ma anche uno spazio che si apre per qualcosa di nuovo: per ciò che ti aspetta, per ciò che davvero è fatto per te, per ciò che meriti. Anziché combattere questo dolore o cercare di cancellarlo, puoi provare a trasformarlo in una consapevolezza più grande chiedendoti: cosa posso imparare o tenere per me da questa esperienza per uscirne “arricchito”?
Buongiorno dottoressa. Sono stata lasciata dopo 20 anni di matrimonio. Mio marito ha 56 anni e dice che non mi sopporta più ed è sempre stato infelice con me . Ho scoperto però che ha trovato un’altra di 20 anni più giovane da un anno. Gli ultimi due anni si è comportato da menefreghista, da eremita in casa con me e con nostro figlio di 16 anni. Sì compra vestiti da ragazzino, ed ha atteggiamenti strani e imbarazzanti. E’ vero che l’ho molto criticato e a volte insultato per questo ma io lo amo ancora e sono distrutta. In 10 giorni abbiamo già deciso tutto con l’avvocato e lui ha una fretta assurda.
Paola, posso immaginare il dolore e la confusione che sta vivendo in questo suo momento della vita.
Dalle parole che mi lascia leggo molta consapevolezza, ma tra le righe sento una sua ricerca del “perché”, del “come sia potuto succedere”. Le faccio quindi una domanda.
Mi permetta di chiederle come mai nel suo commento non leggo una richiesta di aiuto specifica: di cosa sente di aver più bisogno?
Se il suo è un tentativo di aprirsi, e desidera farlo con me, le lascio qui il mio contatto. Si senta libera di scrivermi! +39 335 8137913
Quattordici anni, quattro mesi diciamo interlocutori, un mese di distacco quasi totale e si arriva a oggi. Non credo che la sofferenza possa essere commisurata alla durata di una relazione ma come si può ignorare la moltitudine di ricordi che tornano alla mente? Nel quotidiano fai di tutto per non pensarci e concentrare le tue energie altrove ma basta una sciocchezza per far ripartire il treno dei pensieri e di tutte le emozioni che ne derivano. E siano esse positive o negative fanno male, inevitabilmente condizionano in qualche modo le mie giornate. È stata una montagna russa, abbiamo condiviso di tutto ma adesso non ho intenzione di soffermarmi sulle cause, quel tempo forse è andato. È il dolore che non se ne va, il sentimento non se ne va. Rabbia, rammarico, speranza e domande non se ne vanno. Si possono trovare momenti di pausa dalla sofferenza e tirare dritto ma pare un’agonia perpetua. Gli amici che ho sono lontani, la mia famiglia era ormai come fosse anche la sua quindi è presto detto che sia l’ennesima scintilla di ricordi. Ho degli hobby ma per quanto piacevoli in questo momento equivalgono a toppe. Ho tentato anche di concentrarmi solo sulle cose negative e mi ha fatto desiderare di cercare le soluzioni, non che prima non lo facessi, e la conseguente frustrazione per non poterci più provare concretamente. E forse più di tutto è difficile convivere con la delusione di non vedere dall’altra parte le stesse intenzioni, lo stesso fuoco, lo stesso dolore.. anzi in quei 4 mesi col passare del tempo ho percepito sempre più freddezza ed “egoismo”. Prendere atto e accettare che probabilmente non vuole più stare con me è molto difficile ma per assurdo rende ancor più faticoso accettare che invece io ancora non abbia voglia di mollare. Perciò che fare? Lasciare che il fiume scorra?
Daniele, potrei rispondere così tante cose al suo commento lungo, lucido, consapevole e assolutamente motivato.
Però decido di interrompere per un attimo questo “fiume” di parole, per lasciarle un grande consiglio.
Alla sua richiesta “cosa fare?” rispondo cosi: rifletta su questa sua necessità di contenere la situazione con la mente, analizzandola con razionalità, motivandola con chiarezza. Apra il rubinetto delle sue emozioni senza controllarne il flusso, lasci scorrere ciò che dentro di lei ha necessità di esprimersi.
Il primo passo per trasformare questo dolore è sicuramente iniziato con la consapevolezza che sta acquisendo, il successivo inizierà quando riuscirà a dare voce anche alle sue emozioni.
Mi può trovare, quando vuole, qui: +39 335 8137913